Strengths-based development: ripartire da ciò che funziona!

Non ho mai saputo rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?”, ma sapevo benissimo cosa non avrei voluto fare… Due cose: l’insegnante e la venditrice. Seppur con etichette diverse, oggi faccio esattamente quelle due cose che non avrei mai voluto fare! O la coerenza non è il mio forte oppure non ho avuto consapevolezza dei miei talenti fino a quando…

…un giorno di qualche anno fa, cercando su internet nuove teorie e modelli interessanti da utilizzare nel mio lavoro (ho scoperto poi che questo è uno dei miei top five), mi sono imbattuta in un libricino che ha attirato immediatamente la mia attenzione: Strengthsfinder 2.0 di Tom Rath.

Non so voi, ma io sono stata educata a cercare sempre di essere migliore, tenendo i riflettori costantemente accesi sulle mie aree di miglioramento, soppesando ogni riconoscimento alla ricerca di ciò che non ha funzionato, per poter fare ancora e sempre meglio, in un spirale virtualmente infinita. Non ho mai pensato di potermi godere un successo, ero già proiettata sul traguardo successivo come un moderno Ercole delle fatiche intellettuali. Avevo una grande consapevolezza di quello che non andava in me o che semplicemente avrei voluto che fosse diverso. Ma aiuta davvero focalizzarsi così tanto sulle aree di miglioramento?

Persino Massimo Troisi nel film “Ricomincio da tre” cercava di dire, con la sua ironica versione del pessimismo cosmico, che ricominciare da ciò che funziona già è meglio che ripartire da zero.

Donald O. Clifton era uno psicologo americano che a un certo punto della sua vita si è chiesto cosa avessero di diverso le persone “di successo” e ne ha intervistate circa 300.000 per capire che nessuno di loro era un genio (di quelli che si contano sulle dita di una mano ed è difficile pensare di emulare). Ognuna diversa dall’altra, avevano capito quali erano i loro talenti e avevano impiegato il loro tempo per investire su di essi, anziché tentare di creare ex novo un’abilità di cui naturalmente non erano dotati. La sua intuizione sta nell’essersi chiesto “cosa succederebbe se ci concentrassimo su ciò che funziona invece che su ciò che non funziona?”.

Le risposte le ha date nel corso degli anni successivi grazie anche all’acquisizione della Gallup, nota società statunitense specializzata nella ricerca socio-demografica. Dall’analisi della mole di dati raccolti nelle interviste, sono nati i 34 cluster di talenti indagati con il Clifton Strengthsfinder, diagnostico che propone 177 domande per rilevare i talenti dominanti di ogni persona.

Clifton è considerato il padre della psicologia Strengths-based, secondo la quale lo stesso tempo investito sui propri talenti anziché sulle proprie aree di miglioramento produce risultati notevolmente maggiori (Clifton & Harter, 2003).

Al concetto di “talento” si sostituisce quello di “talenti”. Tutti abbiamo dei talenti! Si tratta di schemi ricorrenti e naturali, innati, di pensieri, sensazioni e comportamenti che possono essere applicati in modo produttivo. La teoria distingue infatti tra talenti e punti di forza, cioè il risultato della massimizzazione consapevole del talento. Quando le persone diventano consapevoli dei propri talenti e lavorano per potenziarli attraverso l’acquisizione di conoscenze e capacità, ottengono performance vicine alla “perfezione”. Lo strenghtsfinder rileva i talenti grezzi alla base dei punti di forza. Con interventi di sviluppo e coaching possiamo supportare individui, manager e team a riconoscerli, apprezzarli e utilizzarli per il proprio successo personale e professionale.

Quando le persone lavorano sui propri talenti performano di più, meglio e più velocemente. E’ infatti dimostrato, grazie ai numerosi dati raccolti dalla Gallup nel corso degli anni, che le persone che conoscono e usano il CliftonStrengths…

  • Sono 6 volte più ingaggiate nel proprio lavoro
  • Sono al 7,8% più produttive nel proprio ruolo
  • Hanno più probabilmente un’eccellente qualità della vita (3 volte superiore alla media)
  • Migliorano costantemente le proprie performance

Questi sono i motivi per cui più del 90% delle 500 aziende Fortune usano CliftonStrengths.

E tu? Quanto sei consapevole dei tuoi talenti naturali? Ti piacerebbe intraprendere un percorso di scoperta ed empowerment?

scrivi@h2ogroup.it

(Riproduzione vietata)

Silvia Lepore

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